Il Museo della Carta

Proprio all’inizio della salita che porta a Gaino, alla sua sinistra, trovate la strada quasi nascosta che porta al Museo della Carta. Una sottile striscia asfaltata per poche centinaia di metri che si incunea tra i monti. Dopo avere oltrepassato tre gallerie, se siete in automobile dovrete parcheggiarla alla vostra sinistra, in un ampio spazio che si affaccia sul torrente Toscolano, e proseguire a piedi. A questo punto dal museo vi separa un’ultima galleria.

Una volta al di là del breve tunnel sembra di entrare in un altro mondo, con la bassa acqua cristallina del torrente che fa sentire la sua voce da una parte, e la parete della montagna che delimita la strada dal lato opposto. La massiccia struttura del Museo al quale si accede dopo avere attraversato il ponte costruito sul Toscolano, vi attende poche centinaia di metri più avanti, alla vostra sinistra.

Il museo che è stato ricavato dai muri di pietra della vecchia cartiera è suddiviso in due edifici separati. Il primo, dove si trova dislocata anche la biglietteria che vende souvenir di carta realizzati secondo il più antico metodo di produzione, contiene una collezione di reperti cartacei – documenti, libri e fogli storici – e si sviluppa lungo un percorso tra gli spazi e i torchi degli albori di quest’arte che offre l’idea di quello che era il più vetusto procedimento di nascita della carta.

Nel secondo edificio invece, a piano terra troneggiano i macchinari più moderni, quelli della produzione su scala industriale. Mentre al piano superiore si trovano spazi che vengono generalmente adibiti a mostre artistiche e anche una piccola ma confortevole sala per concerti della capienza di un centinaio di persone.

Il Museo della Carta merita una visita perché è uno spazio dedicato alla memoria di una attività che per secoli è stata di vitale importanza per lo sviluppo e la conservazione della cultura.

Se siete fortunati potreste avere il piacere di arrivare nel periodo di una delle tante mostre interessanti che si svolgono al suo interno nei periodi di apertura che, fate attenzione, non coprono l’intero anno.