Valle delle Cartiere

Uno degli itinerari più suggestivi che potete intraprendere senza difficoltà in questa zona del lago è quello che vi permette di percorrere la Valle delle Cartiere. Nell’antichità le più grandi città – vedi Roma – nascevano sulle rive di un fiume, perché l’acqua è vita. L’acqua è anche stimolo per fiorenti sviluppi commerciali, come ha permesso il fiume Toscolano per quanto riguarda il fiorire dell’industria cartaria. La prima delle quali sorse in questa zona nel 1381. Nel momento più alto di questo tipo di produzione, sulle rive del fiume si contarono fino a 61 cartiere, presso le quali si rifornivano anche stampatori veneziani che si trasferirono appositamente in questa area per essere più prossimi alla realizzazione della carta.

Il declino e il relativo spopolamento della valle iniziò all’alba del XX° secolo, quando il processo di produzione della carta ha visto l’elettricità sostituire la forza propulsiva dell’acqua. Ora lungo la valle potete trovare ciò che rimane della antiche fabbriche nelle località di Garde, Quattroruote, Lupo, Maina di Sotto, Macalè, Maina di Sopra, Bago, Gatto, Luseti (dove merita una visita la suggestiva la chiesa seicentesca dedicata ai S. Filippo e S. Giacomo protettori degli operai delle cartiere), Lume, Covoli, Valle delle Camerate.

Per sottolineare l’importanza ricoperta dalla zona e dai suoi tesori naturali e di derivazione umana basta ricordare che gli scavi che hanno portato alla scoperta dei resti di alcune fabbriche proprio in prossimità di Gatto, Maina Superiore e Maina di Mezzo sono stati condotti dall’Università di Padova, coadiuvata dall’Associazione Storico Archeologica della Riviera, e con la supervisione della Sopraintendenza per i Beni Architettonici di Brescia, Mantova e Cremona.

Quelli che vanno considerati reperti archeologici dell’era moderna si possono ammirare nel volgere di un percorso che si snoda su una strada sterrata che scorre tra le pareti scoscese dei monti che delimitano la valle, in certi tratti a strapiombo su forre scavate dall’acqua del fiume che continua a scorrere incurante delle attività attuali o passate dell’uomo. Anche camminando sotto il ventre delle montagne grazie ad alcune suggestive gallerie scavate nella roccia.

Del Museo della Carta in località Maina Inferiore abbiamo già parlato: il percorso che immette nella valle, percorribile a piedi, attraversando le gallerie di cui abbiamo detto sopra, inizia da lì.

Dopo esservi lasciato il Museo della Carta alla vostra sinistra – una visita è d’obbligo – proseguendo arriverete al ponte di Maina Superiore, sede della Riserva di pesca sportiva alla Trota. Continuando si arriva a Gatto, località presso la quale si trova un suggestivo ponte in legno che permette di attraversare il fiume e arrivare fino alla forra dopo la quale, per mezzo di una passerella che ne permette l’attraversamento, si giunge a Covoli, sede di una affascinante centrale elettrica in disuso.

Da qui si sale fino alla frazione collinare di Gaino. Attraversato il centro storico si imbocca la strada sterrata dei Morosini che scendendo tra gli uliveti vi condurrà nuovamente sul fondo della valle in località Cesure. Da qui, percorrendo via Gasparo da Salò si torna sulla strada che, a conclusione del percorso circolare, riporta all’imbocco della Valle delle Cartiere e del parcheggio dove molto probabilmente avete lasciato la vostra auto.